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Dior fashion show….back to 1968

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Per il prossimo autunno la direttrice creativa della maison Dior, Maria Grazia Chiuri prende ispirazione dall’anno 1968 e dalla sua moda rivoluzionaria.

 
 
Copertine vintage delle più importanti riviste di moda tappezzano l’intero spazio dedicato allo show e la parola chiave per l’interpretazione della collezione è Youthquake”, termine coniato da Diana Vreeland ( illustre editor in chief di Vogue America dal‘63 al 1971) che si riferisce a cambiamenti culturali, sociali o politici risultati delle azioni dei movimenti giovanili.
 
Ricami e crochet sono presenti per simboleggiare il riferimento al libro femminista di Rozsika Parker che nel suo “The subversive stitch” analizza il lavoro del ricamo da un punto di vista antropologico-femminista. La collezione è fondamentalmente un armonioso intreccio di patchwork, denim (consuetudine in casa Dior solo da quando la Chiuri è entrata a far parte della famiglia) tartan e stampe floreali ripescate dagli archivi.
Chiari i riferimenti a Marc Bohan ,direttore artistico della maison dal 1961 al 1989, e a John Galliano per quel che riguarda la reinterpretazione della borsa Saddle”.
Senza dubbio una collezione ispirata ma viene da chiedersi se effettivamente ci sia la reale intenzione di perseguire un qualche obiettivo di natura “rivoluzionaria” da parte della direttrice artistica o se semplicemente si tratta di un banale revival senza scopo.
 
 
 
 

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