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Art de Vivre

Femininities: Guy Bourdin per Chloe

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Per inaugurare il nuovo spazio culturale dedicato alla storia della maison parigina, CHLOE ha deciso di rendere omaggio al celebre fotografo di moda GUY BOURDIN .

Dal 4 luglio al 6 settembre e dal 18 Ottobre e dal 18 al 28 novembre, rue de la Baume 75008, Paris

 

La prima esposizione ospitata dallo spazio culturale interamente dedicato ad una delle maison più emblematiche della moda parigina è dedicata al fotografo Guy Bourdin che con essa ha sempre intrattenuto un rapporto speciale.

L’artista, definito da Cecil Beaton il fotografo di moda più interessante di Parigi, ha immortalato infatti la maggior parte delle creazioni della maison sin dagli anni ’50 ed ha contribuito con i suoi magnifici ritratti a creare l’eredità storica del marchio.

Ha collaborato con Vogue Paris dal 1955 al 1987 sul quale sono archiviati i suoi lavori migliori, ma anche con la rivista Harper’s bazaar, con Chanel, Versace, Loewe e molti altri.

Gran maniaco della composizione, non amava pubblicare le sue foto al di fuori delle riviste e non amava autopromuoversi. Desiderava che le sue opere venissero distrutte dopo la sua morte ma visto che non le tenne per sé e che sono quasi interamente contenuti editoriali, la quasi totalità è stata conservata.

Nelle sue foto ritroviamo evidenti richiami surrealisti, una composizione dell’immagine minuziosa e ricercata , un’ironia celata e un suggerimento alle problematiche che suscita il desiderio, la difficoltà di creare legami, lo smarrimento esistenziale.

Grande potenza narrativa e audacia figurativa evidenziano dei punti in comune con Helmut Newton , con elementi provocatori talvolta scioccanti e in contrasto con la fluidità e la leggiadria degli abiti.

L’esposizione comincia con dei capi originali della griffe , molti dei quali disegnati da Karl Lagerfeld che ne fu a capo per diversi decenni contribuendo a forgiarne le linee guida, si sviluppa con alcune edizioni di Vogue e con gli editoriali più importanti firmati da Bourdin e continua con l’alternanza di tiraggi delle fotografie più belle e rappresentative dello spirito creativo del fotografo e di abiti presenti nelle stesse.

I contrasti evidenti ed enigmaticamente mescolati affascinano il visitatore e lo portano al di fuori della dimensione moda.

Come in un magistrale gioco di prestigio, esso si smarrisce e si ritrova in un universo ambiguo che lo lascia piacevolmente confuso ed esteticamente appagato.

La pubblicazione del primo libro celebrativo , Exibit A, avvenne 10 anni dopo la sua scomparsa e un documentario, Dreamgirls: the photographs of Guy Bourdin, è stato trasmesso dalla BBC nel 1991, anno della sua morte.

 

 


 

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