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GENDERLESS IS MORE

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Facciamo il punto su una delle tendenze più chiacchierate del momento:  Genderless style.  Semplice trend o rivoluzione del costume?

Il termine No gender all’interno del mondo della moda si può identificare molto banalmente con la creazione di collezioni che possono essere indossate da entrambi i sessi. Più andiamo a fondo,però, più incontriamo delle complessità all’interno del fenomeno che frange conservatrici della società non mancano di sfruttare a vantaggio di teorie omofobe e maschiliste.

Il definire la propria identità con una libertà vestimentaria che non intende necessariamente porre l’accento sul genere di appartenenza  non è poi una grande novità; se diamo uno sguardo indietro ci renderemo conto del passaggio di molte ambiguità estetiche che hanno “confuso” i sessi fin dagli albori della nostra società “civile” e senza tanti problemi. Come mai allora tutto questo baccano per un semplice fenomeno di costume? Perché gridare allo scandalo quando si tratta soltanto di un’evoluzione estetica ?

Una ragione potrebbe concernere la posposizione del genere nell’introduzione dell’individuo nella società che si presta ad un’evoluzione sociale importante; non utilizzare come principio di differenziazione l’identità sessuale di una persona, potrebbe voler significare la distruzione di molte discriminazioni legate ad essa.

Che tutto questo possa rappresentare un passo avanti nell’evoluzione dei diritti civili e nella libertà dell’essere umano è senza dubbio auspicabile , sempre tenendo conto che non intendiamo sperare in una “neutralizzazione estetica “ radicale .

Dopo aver ipotizzato alcuni aspetti sociologici degni di un’analisi molto più approfondita e aver sfiorato una “querelle” che ci riserviamo di sviscerare in altre sedi , andiamo oltre esponendo la più semplice e limpida teoria estetica che delle rivoluzioni se ne infischia:

la bellezza non ha sesso.

Quindi, per ricollegarci ad opinioni espresse in merito da alcuni dei designer più rivoluzionari del nostro tempo, (Alessandro Michele, Hedi Slimane ) possiamo affermare che il fenomeno genderless può essere una lettura estetica che non ha nulla di provocatorio , almeno non intenzionalmente.

La moda non ha necessariamente la seduzione come fine ultimo e la ricerca della bellezza non dovrebbe essere messa a servizio di strategie commerciali né di polemiche fini a sé stesse.

 

 

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