Icons & Inspirations

L’ELEGANZA NON CONVENZIONALE : LOULOU DE LA FALAISE

Posted on in Icons & Inspirations

 

Tra tutte le donne che hanno ispirato Yves Saint Laurent Loulou era di sicuro la più speciale; entrata a far parte della cerchia super esclusiva degli amici dell’enfant prodige , lo accompagnerà negli anni più felici e fecondi della sua vita.

Lavoreranno insieme fino alla fine della carriera artistica di Yves e alla vendita dell’azienda nel 2002. Tra di loro un’amicizia profonda, un’affinità elettiva  tra due anime eternamente giovani.

Aristocratica, carismatica, libera e dotata di una bellezza che non aveva nulla a che vedere con i canoni del tempo, Loulou aveva una classe ed uno stile bohémien che avrebbe ben presto incarnato la filosofia di vita degli anni ’70, pronti a cambiare il mondo e di riflesso, la moda.

 

Anglo-francese , figlia del conte De la Falaise, la piccola Loulou cresce in modo  completamente differente da quello di Yves: prima nel Sussex dove, allontanata dalla madre dopo il divorzio dei genitori, vive in un istituto con suo fratello; espulsa per via del suo spirito libero, si trasferisce a New York e frequenta il liceo francese solamente per pochi mesi , prima di essere allontanata ,nuovamente, per la sua cattiva condotta.

L’unico ambiente in cui è a suo agio è la Factory di Andy Warhol e la cerchia di amici/artisti della madre che lavora per Elsa Schiaparelli. Qui si sente libera di esprimersi e di sperimentare ed è qui che si formerà completamente.

A 18 anni sposa “per curiosità” un nobile irlandese dal quale divorzierà “per noia” esattamente un anno dopo. Quando arriva a Parigi , sebbene solo ventenne , è già molto più disinibita del timido Monsieur Saint Laurent ancora relegato nella sua torre d’avorio di genio creativo.

Il fatidico incontro avviene nel 1968 durante  il thè pomeridiano che lo stilista Fernando Sanchez è solito dare ogni domenica. Loulou abita con lui, all’arrivo di Yves l’intesa è immediata.

Il suo modo di vestire è come la sua personalità; brillante, disinvolto , originale, esotico e veramente super-chic.

Nessuno a Parigi vestiva come lei che si prendeva gioco delle signore impettite, è lei a dare il via alla rivoluzione che Saint Laurent metterà in atto a partire dal ’69 .

Marrakech è il loro luogo ameno dove sperimentazioni sensoriali e spensieratezza regnano sovrane. Diventerà infatti il rifugio preferito di Yves che lì sarà a riparo dalle pressioni dell’industria della moda capace di soffocare il suo genio, dai disordini generali del mondo che può così osservare da lontano e trasformare in bellezza, a riparo dai suoi fantasmi, da sé stesso, per quanto gli fosse possibile.

Loulou non è la sola musa , è infatti di Betty Catroux  la silhouette androgina scelta per rappresentare la “donna Saint Laurent”, mentre Talitha Getty fu un riferimento edonista e di stile fugace (morì d’overdose nel 1971).

Ma la nostra Loulou ,a differenza di una musa “normale”, era dotata di uno spirito creativo che le permise di essere parte attiva nel processo di creazione: nella fattispecie si occupava degli accessori.

Padroneggiava l’intuizione dell’accostamento di cappelli e gioielli , aveva orrore degli abbinamenti che imborghesivano gli outfit e il suo gusto stravagante e non facilmente comprensibile ha contribuito a creare look passati alla storia.

La dolcezza, la purezza di spirito, la disponibilità e l’ottimismo di Loulou rimasero intatti anche dopo la fine degli anni ottanta, quando la malattia di Yves cominciò ad ottenebrare la maison fino al 2002 , anno dell’addio del Genio al mondo della moda.

Non si separarono fino alla morte.

 

Rispondi