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L’IRRIDUCIBILE KARL

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Tutti lo conoscono come il kaiser Karl , una figura emblematica del mondo della moda per la sua infaticabile energia e il suo stile inconfondibile . Noi cercheremo di andare più a fondo per scovare il lato più umano dell’ultimo dei geni della moda del nostro tempo.

“Non ho studiato ,sono un’improvvisazione totale io;
non sono neanche serio, lavoratore ma non serio. Bisogna che le cose
sembrino fatte con leggerezza, non c’è bisogno di mostrare la fatica agli altri.
È come il politicamente corretto, siatelo ma non annoiateci con questo genere di discorsi.”

Questo il tono scanzonato, ironico, questa la nonchalance aristocratica che caratterizza Karl Lagerfeld che ha sempre saputo sedurre i suoi interlocutori con la sua complessa semplicità. La capacità di costruire la sua immagine e di circondarla di mistero e artificio è valsa a Karl un successo mediatico durato all’incirca sessant’anni e che sembra ben lontano dalla fine.
Un percorso lungo e lastricato di evoluzioni il suo. Il cambiamento è per lui la condizione necessaria non solo per il lavoro ma per la vita, sempre se può esserci una scissione delle due in questo caso particolare.
Nato e cresciuto nel nord della Germania, ha vissuto un’infanzia molto felice, viziato e assecondato nella sua insaziabile sete di conoscenza, ha cominciato presto a costruire la sua visione del mondo con una determinazione che lo caratterizzerà per tutta la vita. Lettore instancabile, amante dell’arte e collezionista di immagini che raccoglieva ovunque per dar corpo all’immaginazione , KL era un bambino sicuro di sé, grazie anche all’educazione liberale ricevuta da genitori intellettuali.

Parte alla conquista di Parigi a quattordici anni, nel 1952 e comprende subito come attirare l’attenzione  nel clima effervescente e glamour che caratterizza la città in quel periodo d’oro.

 Auto di lusso, outfit pomposi e frequentazioni ben studiate hanno fatto sì che nel giro di poco tempo il suo nome fosse sulla bocca di tutti.
L’amicizia con Yves Saint Laurent e Pierre Bergé che si trasforma ,a causa di competizione e gelosie, in una lotta con tanto di schieramenti opposti, è emblematica del genere di vita condotto da Karl e dal suo entourage. Una vita glamour come gli anni settanta a Parigi: notti al club Sept, cene alla Coupole, estati a Saint Tropez.
Mentre la maggior parte degli attori di questo affascinante spettacolo a cielo aperto fatto di usi e abusi cedono ai vizi più sfrenati, Karl è ligio al dovere e partecipa da protagonista alla “bella vita” senza drogarsi in maniera rilevante e senza la compagnia dell’alcol per creare in modo soddisfacente; comincia all’atelier Balmain, poi Jean Patou per approdare alla maison Chloé per la quale farà un lavoro eccelso al fianco della fondatrice Gaby Aghion.
La peculiarità di KL è sempre stata quella di riuscire a reinterpretare e portare al massimo splendore marchi già esistenti; non ha una sua maison e non la vorrà mai. Lui coglie l’essenza delle cose e sa adattare sé e il suo lavoro ai tempi con una lungimiranza ed un istinto che fanno di lui un uomo d’affari poliedrico.
Creazioni bellissime che si adattano anche al mercato sono il sogno di qualsiasi investitore ed è per questo che Karl , lavorando contemporaneamente per molti brand come designer freelance(come ad esempio la collaborazione con le sorelle Fendi), accumula una fortuna incredibile che gli permetterà di concretizzare tutte le sue visioni estetiche: acquisterà diversi appartamenti in città che arrederà maniacalmente bene, diventerà proprietario di un castello scenografia di molte feste e residenza di tanti dell’entourage che approfitteranno della generosità che lo contraddistingue.

La sua più grande ossessione però è quella di far parte del momento a tutti i costi; la moda lo nutre senza mai saziare la costante necessità di rinnovamento che dura l’attimo di una nuova collezione, di una sfilata.

Persino l’evoluzione della sua persona ha conosciuto periodi di cambiamenti, di tentativi approdati a quello che noi oggi riconosciamo come il volto inconfondibile di KL: occhiali scuri, coda bassa, camicia inamidata, guanti di pelle.

La necessità del movimento, dell’esercizio della mente permette la realizzazione di grandi cose che hanno come base solida la cultura letteraria e artistica di Karl che lui mai ostenta se non con il suo operato.
Nel 1982 inizia il rapporto con la maison Chanel; da principio il contratto prevedeva un impegno di due collezioni Haute Couture all’anno.
Il resto è storia.

Karl Lagerfeld rappresenta tutto quello che di buono può esserci nella moda, la testimonianza vivente dell’impegno che richiede questo “frivolo mondo”. Un esempio unico di genialità e savoir faire. In tutto questo non c’è niente di artificioso né volgare, solo purissima immaginazione.

 

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