Icons & Inspirations

VIVIENNE WESTWOOD: L’ULTIMA PUNK!

Posted on in Icons & Inspirations

Excursus su vita, opere e “miracoli” della stilista inglese Vivienne Westwood. Creatrice irriverente e anti-conformista continua a dare lezioni di indipendenza artistica. Nel suo libro autobiografico uscito nel 2016 ci consiglia persino come “Get a Life”. So inspiring!

La stilista Vivienne Westwood non è soltanto colei che ha portato il movimento punk nella moda ma è soprattutto una donna che ha saputo creare una connessione tra i propri ideali e la creatività, costruendo molto più che un semplice brand, ma  una vera e propria filosofia di vita….punk!

Vivienne Westwood nasce nel 1941 nella cittadina di Tintwistle in Inghilterra e comincia la sua carriera con l’apertura di un negozio punk a Londra nel 1970,insieme al suo compagno Malcolm McLaren , futuro manager dei Sex Pistols .

Il negozio si trova al 430 King’s Road e si chiama “Let It Rock”; inizialmente vende maglioni di mohair e scarpe per la subcultura giovanile “Teddy Boy”, ma cambierà spesso stile e nome seguendo la trasformazione affascinante della moda di strada e della nascita del movimento punk.

Nel 1975 il nome viene cambiato in “Sex”, immagini pornografiche e abiti feticisti rimpiazzano la vecchia merce;  questa parentesi dura poco meno di un anno ed ecco che si cambia ancora con .

 catene, abiti strappati, leggings e gonne in pelle vendute sotto il nome di “Seditionaries – clothes for heroes”.

 

previous arrow
next arrow
Shadow
Slider

 

In questo periodo VW inizia a definire meglio lo stile punk ; non si può parlare di vere e proprie regole (essendo la distruzione di queste ultime alla base del movimento) ma comunque si tracciano in maniera più definita i codici che definiscono l’abbigliamento di questa subcultura londinese di nascita.

Dal 1980 la stilista decide di dare una direzione precisa al suo lavoro cominciando con il disegnare delle vere e proprie collezioni indirizzandosi verso temi e ispirazioni più precise.

La prima collezione che sfila in passerella si chiama “Pirate” ed è chiaramente ispirata all’universo dei bucanieri, di riflesso il nome del negozio cambierà ancora in “World’s  End”, prendendo le sembianze di un galeone!

Le ispirazioni successive prendono il largo: la collezione ispirata ai nativi americani è la seconda ad essere presentata e ne segue un’altra chiamata “Witches” dedicata al mondo delle streghe. Quest’ultima segna la fine del rapporto con Malcom McLaren e l’apertura di un secondo negozio , “Nostalgia of Mud”.

La carriera della designer avanza parallelamente ai gruppi musicali della scena punk rock degli anni ’80.

La commistione tra moda e musica non è mai stata così creativa e lo stile di Vivienne Westwood si definisce con lo slogan:

When in doubt, exagerate

Crinoline, gorgiere rivisitate, tulle e tartan, platform altissimi, spille e strappi, il tutto perfettamente orchestrato in un caos organizzato che ridefinisce i canoni estetici liberandoli dalle leggi dell’abbinamento ad ogni costo. VW così nobilita le subculture  portando la strada sulla passerella e facendo della strada una fonte d’ispirazione (lo streetstyle non l’hanno inventato le blogger, decisamente no . ndr).

Non possiamo esimerci dal ricordare anche l’impegno politico e sociale che VW persegue con grande energia tutt’oggi ; numerose le associazioni ambientaliste e animaliste sostenute dalla casa di moda, battaglie per la salvaguardia dei diritti civili e per le libertà individuali, proteste e manifestazioni organizzate sfruttando il marchio.

Numerosi ed esilaranti gli atti anticonformisti che si possono annoverare nel passato dell’ultima punk rimasta, come quello del 1992 quando, per ricevere il titolo di Dama dell’Ordine dell’Impero consegnatole dalla Regina Elisabetta II, fece ruotare la sua gonna davanti a tutti mostrando l’assenza di biancheria intima o come quando  nel 1989 intercettò un completo destinato a Margareth Thacher e comparve sulla copertina della rivista inglese Tatler indossandolo per inscenare una chiara protesta contro il Primo Ministro.

La più recente scesa in campo di super Vivienne risale all’ultima fashion week londinese per l’autunno/inverno 2018/2019 durante la quale lo show è stato opportunamente accompagnato da una protesta contro il Fracking, una pratica di estrazione di risorse del sottosuolo altamente dannosa per l’ambiente.

Tutta la vita di Vivienne Westwood si può definire una grande protesta, un’affermazione coraggiosa dei principi ,una generosità e una disponibilità esemplare; tutte le nobili cause vengono perseguite da VW con uno stile inconfondibile, una personalità irriverentemente eccezionale a dispetto dei cambiamenti della società  e del fashion system.

 

Finché avremo Vivienne sì che avrà senso dire:

Punk is not Dead.

Rispondi